giugno-settembre 2013
I fatti a cui assistiamo ormai da un anno e mezzo a questa parte, e forse ancora di più, non finiscono di sorprenderci. E’ veramente accaduto di tutto e la sensazione è che possa accadere ancora altro di imprevedibile. In più tutto quello che accade sembra non avere alcuna logica, nessun raziocinio, per cui si fa ancora più fatica a comprenderlo e a farsene una ragione. Per riuscire a risalire al cosiddetto bandolo della matassa proviamo a ripercorrere gli eventi più significativi di quest’ultimo periodo cercando di scoprirne la logica, ammesso che ce ne sia una.

leggi tutto

Un’ondata di proteste contro l’aumento del prezzo dei trasporti pubblici si sta sviluppando attualmente nelle grandi città del Brasile, particolarmente nella città di San Paolo, ma anche a Rio de Janeiro, Porto Alegre, Goiânia, Aracaju e Natal. Questa mobilitazione raccoglie dei giovani, studenti liceali e universitari e in una misura minore ma non trascurabile anche dei lavoratori salariati e autonomi.

leggi tutto

Contro gli attacchi che continuano a crescere in tutti i paesi, le reazioni della classe operaia sono molto limitate e particolarmente laboriose. Tutto ciò conferma il fatto che la lotta del proletariato per rovesciare l’ordine costituito è una grande sfida storica che richiede tenacia e pazienza. La strada per la rivoluzione è un lungo cammino, difficile e complesso, che richiede una profonda riflessione e un reale sforzo teorico. Pubblichiamo di seguito un estratto della nostre serie: “All’alba del ventunesimo secolo: perché il proletariato non ha rovesciato il capitalismo? Questo estratto del secondo articolo esamina più specificamente un importante ostacolo per comprendere le difficoltà che ancora pesano sulla classe operaia: l’impatto ideologico del crollo dello stalinismo. Tuttavia, la spiegazione di fondo non può essere limitata o ridotta a questa sola dimensione, incoraggiamo i nostri lettori a ritornare sul contenuto di questi articoli nella loro interezza.

leggi tutto

“Intensificazione militare in Corea del Nord”, “La Corea del Nord annuncia che è in stato di guerra con il Sud”, “La Corea del Nord minaccia di colpire gli Stati Uniti”, “Minaccia di guerra nucleare”… i titoli dei giornali ci hanno fatto sudare freddo. Ma contrariamente alla propaganda che ci è stata servita mattina, pomeriggio e sera, questa palpabile tensione militare non è il frutto dei soli cervelli malati dei dirigenti nord-coreani. Tutta l’Asia del Sud-est è presa in questa spirale. Ad esempio, negli ultimi mesi, il Giappone si è scontrato continuamente con la Cina per il controllo delle isole Senkaku/Diyao e con la Corea del Sud per quello dell’isola di Takeshima/Dokdo, a colpi di dichiarazioni bellicose e di campagne nazionaliste. Del resto, per comprendere realmente ciò che avviene oggi in Corea, è imperativo studiare la storia moderna, molto densa, dei conflitti che hanno devastato l’Asia.

leggi tutto

Un miliardo di esseri umani sono sottonutriti! A ciò bisogna aggiungere la miseria crescente che colpisce una gran parte della popolazione mondiale, diventata ormai la maggioranza. Malgrado, i progressi tecnici e le capacità di produrre senza precedenti, in grande parte del mondo si crepa ancora di fame! Come spiegare un tale paradosso?

leggi tutto

Pubblichiamo qui di seguito la traduzione di una dichiarazione di lavoratori di Alicante, una città del sud-est della Spagna, sulla costa del Mediterraneo, preceduta da una breve introduzione della nostra organizzazione. Questi due testi sono stati pubblicati sul nostro sito web in lingua spagnola.

leggi tutto

Mentre le pretese “rivoluzioni arabe” festeggiavano il loro secondo anniversario, le sommosse e le manifestazioni massicce che si sono prodotte in questi ultimi mesi in Egitto ed in Tunisia ricordano al mondo che la cacciata dei dittatori Ben Ali e Mubarak non ha risolto niente. Al contrario, la situazione economica con la sua scia di disoccupazione crescente, miseria e attacchi contro i proletari si è aggravata. Inoltre, l’autoritarismo regnante così come la violenza della repressione che oggi si abbattono sui manifestanti non ha niente da invidiare a quelle che c’erano prima.

leggi tutto

Un anno e mezzo fa, di fronte all’inettitudine del governo Berlusconi, la borghesia italiana, grazie al suo “grande vecchio” Napolitano, gettò sul tavolo la carta Monti con il suo governo di tecnici. In questa maniera la borghesia voleva raggiungere vari obiettivi: innanzitutto mettere mano all’economia con delle “riforme” e delle misure che fossero di lungo respiro e di maggiore efficacia rispetto a quelle, pur dolorose per i lavoratori italiani, prese da Berlusconi; questo obiettivo era tanto più urgente visto che l’Italia era nel mirino della speculazione che, facendo salire lo spread[1], aggravava notevolmente il costo del debito dello Stato italiano, con un attacco così forte da far temere alla borghesia di fare la fine della Grecia. Il secondo obiettivo era avere a capo del governo qualcuno che fosse capace di ridare credibilità internazionale all’Italia che ormai veniva vista, e trattata, come un paese di secondo ordine, visto che era governata da un clown, più interessato a raccontare barzellette e fare scherzi durante i summit internazionali, piuttosto che a vedere come difendere gli interessi imperialisti italiani in queste riunioni.

leggi tutto

Pubblichiamo qui di seguito un nostro contributo al dibattito che si è sviluppato sul nostro forum in lingua spagnola a proposito dei criteri che dovrebbero essere alla base dell’economia in una futura società comunista. Nella società comunista sarà necessario un calcolo economico? È evidente che l’umanità ricorrerà a metodi scientifici di pianificazione, organizzazione e distribuzione della produzione. Quali saranno questi metodi? Su quali unità di misura ci si baserà?

leggi tutto

Pagine